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Didattica

Linee guida dell'insegnamento

 

1.1 Verifiche

Le verifiche scritte sono tre per ogni quadrimestre, per decisione del Collegio Docenti. Esse sono affiancate da altri strumenti a cui viene riconosciuta validità sempre più a garanzia di equità ed obiettività:

 

  • le prove strutturate, chiuse o aperte: test a risposta multipla strutturati in maniera tale che l'allievo debba riflettere su quale sia la scelta giusta tra le alternative presentate; test di completamento, di corrispondenza; domande a risposta sintetica: quesito diretto o indiretto; quesiti a risposta singola; problemi a soluzione rapida; sviluppo di progetti; temi guidati, schemi riassuntivi, mappe concettuali, dialoghi, relazioni, analisi testuali, compilazione di schede di lettura, produzione di saggi brevi, di articolo di giornale.

Le prove scritte saranno effettuate in un tempo prefissato di volta in volta dal singolo docente in relazione al grado di difficoltà che il compito richiede e comunque in rapporto al numero delle ore di lezione previste per ogni disciplina.

Per quanto riguarda le verifiche orali si rende necessario graduare le prove a seconda del livello di elaborazione che esse stimolano e richiedono. Si prediligono le verifiche il cui obiettivo è di potere verificare la capacità di analisi, sintesi, di connessione logica e di rielaborazione personale. A tal proposito ci si orienterà verso tipologie di domande a:

 

    1. Stimolo aperto-risposta aperta.
    2. Stimolo chiuso -risposta chiusa
    3. Stimolo chiuso -risposta aperta

 

METODOLOGIA

  • analisi testuale condotta con rigore e secondo la terminologia più aggiornata;
  • rapporto insegnamento/apprendimento impostato razionalmente e con obiettività;
  • adozione di un linguaggio specifico ma di immediata comprensione;
  • adozione di criteri di gradualità per quanto concerne la scansione delle sequenze di apprendimento e produzione, quando è possibile, di quadri sinottici di confronto;
  • coinvolgimento generalizzato dei presenti per favorire la partecipazione attiva e la capacità di elaborazione di un metodo critico;
  • esecuzione di esercizi e problemi per la comprensione e l'applicazione di teorie generali e di situazioni specifiche;
  • preferenza nell'insegnamento del metodo induttivo per consentire osservazioni e far pervenire a conclusioni parziali e generali;
  • adozione di un metodo volto a superare la separazione tra sapere umanistico e sapere scientifico, sottolineando la dimensione scientifica del primo e quella storico-culturale e immaginativa del secondo;
  • guida per una efficace fruizione dei testi adottati, evitando discrasie tra la metodologia d'insegnamento e quella proposta dai testi stessi;
  • elaborazione teorica che porti gradualmente alla interpretazione e unificazione di ampie classi di fenomeni, con le conseguenti possibilità previsionali;
  • utilizzazione di metodi diversificati, affiancando la lezione frontale con discussioni guidate, cooperative learning, con ricerche individuali e di gruppo;
  • guida all'acquisizione di un metodo di lavoro e di studio sempre più autonomamente organizzato;
  • promozione di una partecipazione attiva e dell'uso di una critica costruttiva.

 

Denominatore comune delle metodologie che si suggeriscono è che esse promuovano l'apprendere ad apprendere.

Considerando poi che il comportamento del docente suscita sempre particolari esperienze socio-emotive di significato ostacolante o promozionale nei giovani, sarà necessario che i docenti si informino ai seguenti atteggiamenti comuni:

 

  • mantenere la massima trasparenza nella programmazione e nei criteri di valutazione, rendendo in sostanza l'alunno sempre partecipe-protagonista di quello che egli sta facendo e di come viene valutato il suo lavoro;

  • favorire la partecipazione attiva degli alunni e incoraggiare la fiducia nelle proprie possibilità, rispettando la specificità individuale nei modi e nel ritmo di apprendimento;

  • non demonizzare l'errore, ma accettarlo ed utilizzarlo per rendere l'alunno capace di capire le cause prossime o remote del suo errore, conseguentemente, modificare e migliorare i propri comportamenti apprenditivi

  • fare in modo che l'interrogazione interessi tutta la classe e si svolga, pertanto, come colloquio collettivo, ponendo a tutti un argomento come oggetto di riflessione e che soprattutto non si realizzi in maniera rateale e frazionata nel tempo

  • correggere gli elaborati scritti in tempi didatticamente utili in modo che la stessa correzione sia un argomento formativo, utilizzando magari l'autocorrezione e l'autovalutazione

  • guidare l'alunno a cogliere la circolarità del sapere, abituarlo ad individuare i contenuti di una visione pluridisciplinare e di un uso corretto della lingua italiana

 

1.2 Strumenti e modalità di Valutazione

Valutare è misurare i livelli man mano raggiunti dagli studenti e giacché esso è un processo costante, va controllato e confrontato con le acquisizioni precedenti, con l'efficacia delle strategie adottate e con il conseguimento o meno degli obiettivi prefissati. Tenuto conto degli indirizzi scolastici presenti nel nostro istituto si ritengono obiettivi generali ed imprescindibili per un corretto sviluppo dell’autonomia, della crescita e della maturazione degli allievi i seguenti punti:

 

  • maturazione del senso di responsabilità sociale, morale e politica
  • acquisizione di linguaggi specifici
  • sviluppo dell'espressività e creatività e delle attitudini personali
  • impostazione di un corretto metodo di lavoro
  • sviluppo del senso di collaborazione nell'affrontare le varie fasi dell'apprendimento
  • formazione di una mentalità scientifica e/o pedagogica

 

La valutazione dei risultati conseguiti sarà attuata attraverso una griglia di corrispondenza tra le abilità e competenze acquisite ed il voto o giudizio espresso; nelle valutazioni quadrimestrali si farà ricorso anche alla formulazione di un breve giudizio analitico. Per i casi difficili sono previsti corsi di recupero e sostegno. Gli obiettivi, che dovranno essere raggiunti dagli alunni, per ciascuna disciplina e per classe saranno indicati nel piano di lavoro che ciascun Consiglio di classe elabora. Si svolgeranno, inoltre delle riunioni dei docenti per Sottodipartimenti e per Dipartimento al fine di un adeguato confronto preliminare ed in itinere su problematiche specifiche di tipo didattico, educativo ed operativo.

 

1.2.1 Valutazione dei Crediti Formativi

Come previsto dalla legge 10 dicembre 1997 n° 425, avente per oggetto "Disposizioni per la riforma degli esami di Stato", e dal regolamento applicativo della stessa, in particolare l’art. 12, le attestazioni che certificano l’acquisizione dei crediti formativi possono essere relative ad attività esterne (art. 1 comma 1 D.M. 452 del 12 novembre 1998), e devono rappresentare qualificate esperienze, coerenti con gli obiettivi educativi e formativi che sono relativi alla nostra scuola.

La partecipazione ad iniziative complementari ed integrative attivate dalla scuole formeranno oggetto di valutazione solamente ai fini della definizione del credito scolastico.

 

 

1.2.2 Valutazione dei Debiti Scolastici

I debiti scolastici rilevati alla fine di ogni anno scolastico per alunno e per singola disciplina saranno valutati come da normativa vigente.

 

 

1.2.3 La misurazione

La misurazione dell’apprendimento in funzione di determinate prestazione conoscitive verrà espressa tramite il linguaggio dei voti o dei giudizi analitici. Le tecniche di misurazione non saranno limitate alle sole prove orali e scritte tradizionali ma includeranno altri strumenti quali l’osservazione, i questionari, le relazioni ecc. che permettono una valutazione più globale dell’allievo. Le misurazioni non avranno carattere amministrativo quadrimestrale, non cadranno in giorni di stretta programmazione o peggio ancora alla fine dell’ anno scolastico, ma saranno svolte in itinere. Questo perché esse costituiscono non solo uno strumento di valutazione ma parimenti un indice utile a tenere sotto controllo tutte le variabili del processo didattico-educativo.

 

 

1.2.4 La trasparenza delle valutazioni

Nel momento in cui si decide di operare una qualsiasi misurazione deve essere chiaro ed esplicito ai discenti cosa si intende misurare e perché lo si vuol misurare. Alla fine della misurazione il risultato conseguito dall’ allievo gli deve essere comunicato non solo in termini di semplice voto ma in particolar modo in termini di giudizio analitico. Ciò per poter permettere all’alunno di prendere coscienza del proprio rendimento dei propri punti di debolezza/forza in modo che egli possa prontamente attivarsi per raggiungere gli obiettivi specifici e generali che ci si è preposti con l'insegnamento delle varie discipline.

 

 

1.3 Valutazione dei risultati del Piano dell'Offerta Formativa

Il nostro sistema scolastico mostra una quasi totale assenza di cultura della valutazione, dove per "cultura della valutazione" intendiamo un sistema di valori, di norme comportamentali che qualificano il progetto nell’organizzazione e ne influenzano i risultati operativi. Con l’ avvento dell’autonomia scolastica (che impone un cambiamento radicale sia negli obiettivi da raggiungere sia nei comportamenti da utilizzare per il loro raggiungimento) occorre predisporre degli strumenti atti a monitorare l’evolversi del sistema-scuola. Nella valutazione del POF, pertanto, sono coinvolte tutte le componenti dell’istituzione scolastica: gli studenti, gli insegnanti, i dirigenti, il personale ATA, i genitori e quanti si relazionano in termini operativi ad essa, in quanto interessati a ricercare le soluzioni ottimali alla sua organizzazione o riorganizzazione funzionale agli indicatori programmati. Il "sistema valutativo" riteniamo possa coinvolgere i seguenti ambiti:

 

  • Valutazione dell’efficienza del sistema inteso come strumento di soddisfacimento dei bisogni formativi minimi;
  • Autoanalisi di Istituto cioè autoispezione sistematica dei nodi fondamentali della scuola;
  • autovalutazione dei diversi soggetti di una organizzazione che analizzano la propria professionalità e comportamenti nella organizzazione e funzionali ad essa:
  • analisi della qualità dell’intervento formativo rispetto alle esigenze e ai bisogni degli utenti.

 

Per quanto detto abbiamo ritenuto necessario predisporre un sistema di monitoraggio e valutazione della "qualità degli interventi formativi" previsti dal POF, e della loro ricaduta sugli alunni, attraverso una serie di schede da somministrare ai vari soggetti coinvolti nel processo formativo, anche strutturando di volta in volta il campione da sottoporre ad indagine; pertanto ai docenti, agli alunni, ai genitori e, per la parte di competenza, anche gli operatori ATA ed il personale amministrativo. Tutto ciò permetterà di meglio calibrare gli interventi rispetto ai bisogni esistenti o che emergeranno e ci consentirà di conoscere nel tempo l’evoluzione della domanda formativa e delle eventuali ristrutturazioni organizzative che si rendessero, di conseguenza, necessarie.

Per realizzare tale funzione valutativa è stato già previsto un "gruppo di monitoraggio" che, coordinato dal Dirigente Scolastico, provvederà a proporre al Collegio dei Docenti i criteri da adottare per una lettura qualitativa dei dati. I principali indicatori e parametri oggetto di analisi, contenuti nelle schede di rilevazione, possono essere così sintetizzati:

  • rapporto tra numero progetti previsti e numero progetti realizzati;
  • soddisfazione dei partecipanti ai progetti e/o corsi;
  • gradimento delle attività previste dal POF;
  • "immagine" dell’istituto negli utenti;
  • procedure di monitoraggio e valutazione dei risultati, previste nei progetti,
  • rapporto tra alunni iscritti/alunni ritirati al primo anno del corso;
  • rapporto tra alunni partecipanti agli IDEI/ alunni alla classe successiva con o senza debito formativo;
  • partecipazione dei genitori alle attività varie scolastiche;
  • esito occupazionale o scolastico in uscita degli alunni.

 

Infine, il "gruppo di monitoraggio", ha come obiettivo quello di predisporre un sistema di analisi ed autoanalisi di Istituto che, attraverso strumenti e metodi codificati, permetta di costruire una banca dati utilizzabile per le scelte (di previsione o in itinere) che i vari organi scolastici dovranno attuare.